Marco ha 47 clienti. Ogni settimana cerca disperatamente quel file con gli appunti della sessione di tre mesi fa. Ieri ha perso un'ora. Oggi ti racconto cosa ha scoperto.
C'era una volta un coach bravissimo. Sapeva ascoltare, fare le domande giuste, accompagnare i clienti verso i loro obiettivi. Ma ogni volta che doveva preparare una sessione, il suo stomaco si stringeva.
Il motivo? Non trovava mai quello che cercava. Appunti su quaderni, file Excel sparsi in cartelle chiamate "Clienti_2025_finale_v3", note vocali sul telefono che non riascoltava mai. Ti suona familiare?
Il vero costo del disordine
Non è solo una questione di tempo perso. È una questione di qualità. Quando arrivi a una sessione senza ricordare esattamente cosa avevate detto l'ultima volta, il cliente lo percepisce. Sente che non è al centro della tua attenzione.
E cosa succede quando un cliente non si sente seguito? Semplice: non rinnova. Non ti consiglia ad altri. Il passaparola, che per un coach vale oro, si interrompe.
| Situazione | Coach disorganizzato | Coach organizzato |
|---|---|---|
| Preparazione sessione | 20-30 minuti | 2-3 minuti |
| Ricordo dettagli cliente | Frammentario | Completo e preciso |
| Percezione del cliente | "È un po' distratto" | "Mi conosce davvero" |
| Tasso di rinnovo | ~45% | ~78% |
La svolta di Marco
Marco ha fatto un calcolo semplice. Se recuperava anche solo 3 ore a settimana e le dedicava a sessioni pagate 80 euro l'una, erano 240 euro in più a settimana. Quasi 1.000 euro in più al mese.
Ma il cambiamento vero non è stato nei numeri. È stato nel come si sentiva prima di ogni sessione. Invece dell'ansia di cercare informazioni, aveva la serenità di sapere tutto a portata di click.
"La prima settimana ho pensato: perché non l'ho fatto prima? La seconda settimana una cliente mi ha detto: 'Marco, sei incredibile, ti ricordi tutto'. Non mi era mai successo."
— Marco, business coach, VeronaCosa cercano davvero i clienti
Quando un cliente sceglie un coach, non sta comprando "sessioni". Sta comprando attenzione. Sta comprando qualcuno che si ricorda di lui, dei suoi problemi, dei suoi progressi, delle piccole vittorie.
Ecco cosa rende un coach memorabile:
- Continuità: ogni sessione riprende esattamente da dove vi eravate lasciati
- Precisione: ricordi i dettagli, anche quelli che il cliente ha dimenticato
- Visibilità: puoi mostrare i progressi in modo tangibile e misurabile
- Professionalità: dai l'impressione di avere tutto sotto controllo
La domanda che devi farti
Fermati un secondo. Pensa all'ultima settimana. Quante volte hai cercato un'informazione su un cliente e non l'hai trovata subito? Quante volte sei arrivato a una sessione un po' impreparato?
Non è colpa tua. È il sistema che usi (o che non usi) che non funziona. E la buona notizia è che cambiare è più semplice di quanto pensi.
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